1 GENNAIO

E' mattina e Arturo si sveglia in gran forma.
Cosa c'è di strano?
Bè, che dopo aver festeggiato fino le 6.00 di mattina ed essere crollato a letto brillo, alzarsi alle 10.00 del primo gennaio in gran forma è un miracolo per pochi eletti!
Arturo non ricorda una mattina in cui si sia svegliato sentendosi in modo così divino.
Cerca di rammentare ma non sa dire da quanto tempo non accadeva... forse da anni... forse non era mai successo.
Arturo si alza dal letto e tira su le tapparelle.
La luce del limpido sole del mattino penetra nella stanza dolce e leggera, come un uomo innamorato penetra la sua amata sorridendole perso nei suoi occhi.
La testa è leggera e presente... lucida!
Cosa davvero incredibile - pensa di nuovo.
Arturo si dirige verso il bagno con la vescica colma ma non dolorante e anche il gesto dell'orinare quotidiano mattutino oggi assume una sua poesia, una sensazione di ascolto del suo corpo e di prendersi cura di esso.
Mangio qualcosa... - pensa - ... ma non qua. Oggi vado al bar. Mi tratto bene. - conclude sorridendo fra sé e sé.
Tornando a vestirsi in camera sua vede quello che il cervello un attimo prima non aveva focalizzato.
Il bambù nel vaso sul comodino non era più ingiallito e pallido ma verde e rigoglioso.
Che miracoli ci arrivano dal Giappone. - esclama ad alta voce.
Le tende non lavate da diverso tempo sembrano di un rosso più intenso del solito... e sembra profumino.
I muri bianchi davano l'impressione di essere colorati di un arancio sfumato leggero.
Ma che accidenti... - pensa stupito senza concludere la frase guardandosi intorno con occhi spalancati.
Non riusciva a spiegarsi tutto questo, sapeva solo che... gli piaceva e parecchio!
Arturo decide di non farsi domande e di proseguire alla scoperta di questa mattina che sembra magica.
Così esce di casa.
La sua vicina sta chiacchierando allegramente con la signora Bice.
Questo è incredibile! Beatrice, detta Bice, e Paola che chiacchierano amabilmente senza insultarsi!?
Foto che ritrae un cane accucciato e un gattino che si appoggia su di lui per coccolarsi
Maya e Viola
Uscito dal porticato vede un gatto che gioca con un cane... bè, dovranno rivedere il detto secondo il quale essere come cani e gatti è sinonimo di guerra certa. Fino a poco fa lui avrebbe detto di Bice e Paola che erano come cane e gatto.
Sorrise al pensiero.
L'aria è frizzante e il sole scalda, non c'è una nuvola ad oscurare il cielo terso e azzurrissimo.
I bambini, sempre mattinieri, giocano felici nel cortile fra i residui dei petardi e fuochi di fine anno della notte prima.
L'amore e la dolcezza sembrano trasudare da ogni situazione che gli si para davanti in questa mattinata originale davvero.
Una lacrima calda e salata di commozione gli rigò la guancia.
Da quanto non si commuoveva e non piangeva?
Non ricorda più neanche questo.
Da tempo immemorabile vedeva l'anno nuovo come lo cantava Lucio Dalla nella sua canzone più famosa: "L'anno che verrà".
Ma stavolta sembra diverso.
Qualcosa è cambiato intorno a lui.
Qualcosa è cambiato anche in lui.
Arturo non comprende cosa fosse cambiato prima o se fosse cambiato tutto insieme, gli viene in mente la famosa domanda paradossale senza risposta: è nato prima l'uovo o la gallina?
Mentre sorseggia al bar il suo latte macchiato gli viene in mente il caffellatte che gli preparava sua madre da ragazzino.
Non vedeva più i suoi da mesi.
Non stava bene coi suoi.
Forse però... voleva starci bene.
In quell'istante una voglia di abbracciarli e baciarli lo riempì nell'animo scaldandogli il cuore, come il tepore di un romantico camino acceso in una nevosa serata d'inverno.
Estratto dalla tasca il cellulare compone il numero di casa dei suoi genitori.
- "Pronto?" -
- "Pronto. Ciao mamma. Sono Arturo." -
Silenzio per un attimo, poi con con voce incredula e commossa allo stesso tempo:- "Ciao figliolo. Come stai?" -
- "Benissimo, grazie. Buon anno mamma." -
- "Buon anno anche a te, caro. Cosa mi racconti?" -
- "Pensavo di raccontarti di persona. Che ne dici se per le 13.00 sono da voi a pranzo? Posso autoinvitarmi?" -
Ancora quel breve silenzio, poi con voce sorpresa:- "Scusa ma questa è veramente una cosa inaspettata... " - poi prosegue con gioia controllata, ma non troppo - "... certo che puoi autoinvitarti razza di scapestrato!"
"A dopo allora." - terminò Arturo con un  sorriso chiudendo poi la comunicazione.
Si sente bene e non capisce neanche lui come certe cose gli possano riuscire così facili oggi, dato che sino ad ora erano sempre state difficili.
Il pranzo dai suoi va più che bene e chiacchierando di tutto, come non avevano mai fatto prima, arriva sera.
Abbracciando e baciando i suoi genitori prima di andarsene pensò che anche questo l'aveva fatto di rado nella sua vita.
Parcheggiata l'auto sotto casa Arturo guarda l'orologio, sono le 18.00.
Sceso dall'auto alza la testa al cielo e vede il firmamento brillare.
E chi ha voglia di chiudersi in casa stasera? - pensa.
Così scende in cantina e prende la sua vecchia canna da pesca.
Strano che non ho sonno - si dice - ma in questa stramba giornata questa è forse la cosa meno singolare successa. Ormai sono in gioco e voglio giocare! Via sul Lago di Como a pescare fino all'alba!

Auguro a tutti voi una vita ricca di amore e compassione verso voi stessi e verso gli altri.
Un abbraccio a voi tutti.

                Scritto da Andrea Cusati mercoledì, 1 gennaio, 2014


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